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giovedì 17 giugno 2010

Interrogazione al Sindaco: Pugno duro contro gli ambulanti per la festa di San Giovanni


Venditori ambulanti alle feste patronali, usare il pugno duro o no?


Con la presente il sottoscritto Augusto Ciccolella chiede che per la prossima festività di San Giovanni la nostra città non venga di nuovo riconsegnata agli ambulanti ,venditori di noccioline,torrone ed altro come già successo a Sant'Erasmo.
La nostra città è stata trattata come un territorio da depredare e questi signori hanno eluso non solo ogni regola del comune senso civico che ci dovrebbe appartenere ma addirittura hanno trasgredito una precisa ordinanza sindacale che obbligava i titolari delle concessioni a rispettare alcune disposizioni che di seguito elenco:

Obbligo del montaggio delle bancarelle a partire da martedi 1 giugno dalle ore 15.30 obbligo di montare le stesse lasciando 2 mt di spazio del marciapiede per il passeggio, divieto assoluto di salire con i camion sui marciapiedi.

Ebbene le bancarelle hanno montato alle 6 di mattina ed al ciglio della strada non indietreggiando dei due metri indicati e molti posizionando il loro camion dietro la bancarella.

Io mi chiedo se è possibile che una trasgressione cosi evidente sia stata tollerata senza muovere un dito..non penso di essere stato l'unico ad aver visto mamme con i loro bambini indietreggiare e cambiare marciapiede perché impossibilitate a proseguire trovando l'intralcio di queste bancarelle, in particolare per poter proseguire la passeggiata sotto il comune bisognava fare il giro di Piazza Vittoria! penso che avreste reagito allo stesso modo se avreste assistito a questi incresciosi episodi che mettono in cattiva luce l'amministrazione comunale. Ripeto le bancarelle hanno montato otto ore prima e nessuno ha mosso un dito! hanno spadroneggiato anche a danno dei commercianti Formiani che ancora una volta sono stati impossibilitati a svolgere le proprie attività in libertà schiavi anch'essi degli invadenti ambulanti! Addirittura l'ingresso ad una gelateria che da poco ha aperto sotto il palazzo di vetro è stato chiuso da ambulanti e vu cumprà ,qualcuno per comprare il gelato doveva immettersi nel cancelletto privato del palazzo ed entrare dalla parte opposta.. Bisogna inoltre drasticamente ridurre il numero di questi ambulanti e ammettere solo quelli che si possono posizionare ai margini della parte di Formia che è più interessata alla festa Castellone per Sant'Erasmo e Mola per San Giovanni. Queste feste sono diventate una sagra della porchetta ed è inammissibile che i nostri operatori commerciali anziché ricevere un vantaggio da queste ,subiscano addirittura un danno.

. Ancora una volta tutti i buoni propositi sciorinati nelle commissioni sono andati a finire nel dimenticatoio! Veramente avvilente. Tra le altre cose bisogna imporre ai comitati di posizionare dei bagni chimici come s'impone a tutte le organizzazioni di eventi.

I bagni dei bar vengono presi d'assalto e per usarli è necessario dotarsi di un abbigliamento da palombaro con stivali e maschera antigas.

Suggerii ancora che in quei giorni bisogna raddoppiare il personale addetto alla pulizia ebbene sabato 12 giugno Castellone era ancora piena di bigliettini inneggianti al Santo.

E' una sofferenza troppo forte vedere la mia città cosi maltrattata! Mi auguro che per San Giovanni questo scempio non si ripeta.

Consigliere Comunale
Augusto Ciccolella

Formia: La Mura al vetriolo contro Bartolomeo


Non tarda ad arrivare la risposta di La Mura a Bartolomeo sulla vicenda del teatro Paone ed è una risposta al vetriolo.


“Il Comune di Formia non poteva accollarsi i costi nelle gestione del teatro per il semplice motivo che l’Ente Comune a causa dei vincoli del patto di stabilità non poteva erogare risorse sulla struttura”. Puntuale arriva la replica dell’assessore alla cultura Amato La Mura. “ L’ex sindaco Bartolomeo si è guardato bene nel suo excursus storiografico di porre l’accento su questo significativo passaggio, una sua precisa responsabilità nell’aver sforato il patto. La sola nota - che mi trova d’accordo - riguarda il riferimento dell’ex primo cittadino al ruolo positivo avuto dall’ex governatore Francesco Storace su tutta la vicenda del teatro.Come assessore alla cultura non mi sono attribuito alcun merito. Ho semplicemente evidenziato che un teatro deve rappresentare un patrimonio per la città di Formia ed è quindi giusto che a gestirlo sia l’Ente Comunale anziché un Parco Regionale.Invece di fare l’acrobata sul teatro Bartolomeo dovrebbe chiarirci i tanti lati oscuri del suo mandato amministrativo: tre bandi PUA andati a vuoto, una politica scellerata nella sanità con nomine di primariato a dirigenti di partito, trasferimenti di reparti come le malattie infettive dal Dono Svizzero a Gaeta, mancato controllo sulle vicende societarie della Formia Servizi, la sciagurata operazione intentata sugli inerti di Bagnoli a Penitro, la firma di un protocollo d’intesa sugli impianti di acquacoltura, la riunione di giunta del 16 agosto 2007 che snaturava gli accordi di consiglio comunale del 2004 sul porto turistico, un progetto incompleto sulla ex Salid, la lottizzazione selvaggia approvata sulla ex D’Agostino, l’incompiuta di Piazza Vittoria con un buco archeologico che rischia di far collassare la piazza, un piano commercio commissionato a Bologna e mai decollato, il piano regolatore tenuto per un’intera consiliatura nel cassetto, il blocco sul piano di edilizia economica e convenzionata per le cooperative di Maranola e Castellonorato, una rete fognaria e di depurazione fatiscente ed incompleta, una rotatoria a rischio nei pressi della stazione dei carabinieri, una differenziata ai minimi termini. L’elenco potrebbe continuare all’infinito per cui suggeriamo al consigliere Bartolomeo di relazionare su questi misfatti amministrativi anziché arrampicarsi sugli specchi di un teatro e di un Parco regionale, commissariato per cinque anni e che ha tenuto fuori dal consiglio direttivo le rappresentanze dei Comuni appartenenti al parco Riviera d’Ulisse. Un regalo dell’ex governatore Marrazzo ad una candidata della “ lista Marrazzo” che fa gridare allo scandalo.

mercoledì 16 giugno 2010

L'Italia pareggia al debutto, Radio Padania esulta al gol del Paraguay


Egregio Direttore, prego voler pubblicare questa notizia apparsa su tutti i quotidiani nazionali al fine di sapere cosa ne pensano i lettori in merito. Io chiedo soltanto: ma quando diventeremo davvero FRATELLI D'ITALIA?


Radio Padania tifa contro gli azzurri
Ha fatto scalpore, ieri, anche un'iniziativa di Radio Padania, che ha tifato per il Paraguay e naturalmente - in questa ottica - ha esultato quando il difensore sudamericano Abucar ha battuto Buffon.
La notizia è rimbalzata fino a Città del Capo, ma Lippi ha preferito non darle peso.
"Abbiamo fatto gol": Radio Padania Libera ha commentato esultando il gol segnato per il Paraguay da Antolin Alcaraz. "Grazie a Cannavaro - ha detto il conduttore Roberto Ortelli - che si è fatto sovrastare dal centravanti paraguayano".
E la polemica con Cannavaro, che a nome degli azzurri ha proposto di devolvere gli eventuali premi alla Fondazione per i 150 anni dell'Unità d'Italia.


Lippi: "Radio Padania? Non me ne frega niente"
Al termine della gara, in conferenza stampa, è stato fatto notare anche a Marcello Lippi il tifo contro di Radio Padania.
Il ct, già alle prese con l'esito che non ha gradito della prima mondiale, ha risposto stizzito: "Radio Padania? Non me ne frega niente. Penso che non vi potete abbassare a fare domande di questo livello, perché penso che voi che, se siete qui, siete giornalisti di altissimo livello".
Grazie per aver pubblicato
Fabio Marchetti

Bartolomeo zittisce La Mura: La vera storia del Teatro Paone


L'ex Sindaco Bartolomeo spiega la verità sull'iter del teatro Remigio Paone. Comunicato ineccepibile del consigliere PD, in risposta all'Assessore La Mura, dove si spiegano minuziosamente tutti i passaggi fatti per la realizzazione dell'opera. Una risposta esaudiente a confronto del comunicato, a nostro parere un pò confuso dell'attuale Assessore alla cultura che saprà sicuramente ribattere a tono.


Mi sembra doveroso intervenire sulla questione del teatro Remigio Paone, nata da una denuncia della Commissaria del Parco Riviera di Ulisse, prof. Erminia Cicione, e dalla disinformata risposta dell'Assessore alla cultura dott. Amato La Mura.
In primo luogo per ristabilire una verità: il merito più grande per la ristrutturazione in teatro dell'ex- cinema Miramare appartiene al Presidente della Ipab Umberto I cav. ITALO CENATIEMPO.
Posso testimoniare l'impegno e la volontà del compianto Italo di assumersi una responsabilità molto grande quale la stipula di un mutuo molto oneroso senza il quale oggi non avremmo il teatro.
Credo che per tale benemerenza Italo Cenatiempo meriti una iscrizione commemorativa all'interno del teatro.
Tale decisione l'IPAB Umberto I, legittima proprietaria della struttura, l'assunse negli anni '90.
Il 30 giugno del 2000, con nota prot. N.19900 del dipartimento opere pubbliche, il Comune di Formia chiese all'Assessorato alla cultura della Regione Lazio l'erogazione di un finanziamento ai sensi delle leggi n. 51/82 e 21/84. In data 11 luglio 2000 la Giunta Comunale di Formia approva il progetto di ristrutturazione e ampliamento del Cinema Miramare per la realizzazione di una sala teatrale polivalente.
Nel 2004 la variante urbanistica riguardante la torre scenica viene approvata e i lavori possono finalmente essere avviati.
Il finanziamento iniziale fu di circa 1,8 miliardi di lire, il costo finale di circa 2,1 milioni di euro. Il mutuo viene pagato attraverso le rendite delle proprietà della Ipab Umberto I, attualmente confluita nella Ipab Annunziata.
Il Comune di Formia contribuì , nell'anno 2007, con un finanziamento straordinario di 150.000 che permise, di fatto, la conclusione dei lavori.
Con l'avvento della nuova amministrazione a Formia, la Regione Lazio e il Commissario della Ipab Umberto I hanno più volte interloquito con il Comune di Formia, affinchè subentrasse nella gestione del Teatro, facendosi ovviamente carico della parte residua dei costi. Per ben sette mesi il Comune ha risposto picche e per tale motivo la Regione ne ha affidato la gestione al Parco Riviera di Ulisse, ente strumentale della Regione esistente sul territorio. E' stato un merito dell'attuale Commissario del Parco Riviera di Ulisse l'apertura al pubblico del Teatro. Se poi dopo mesi dalla inaugurazione, il Comune di Formia non riunisce la Commissione Pubblici Esercizi per le relative autorizzazioni bloccando di fatto l'attività, l'Assessore La Mura può chiedere a chi di dovere.
Nel frattempo essendosi costituita la nuova Ipab dell' Annunziata, il teatro di Formia è entrato a far parte del suo patrimonio, insieme agli altri cespiti di proprietà della ex-Ipab Umberto I.
Così stanno i fatti ed è per questo motivo che appare del tutto fuori luogo il tentativo dell'Assessore La Mura di attribuire i meriti ad attori che, nella fattispecie, non hanno svolto alcuna funzione, anzi hanno rifiutato di assumersi le relative responsabilità. Infine il ruolo svolto dall'ex Presidente Storace riguarda l'approvazione della variante urbanistica che, al di là della cortesia mostratami in quella occasione da Storace che comunque ringrazio, era una atto di competenza regionale trattandosi di variante urbanistica.
Vorrei inoltre ricordare all'assessore La Mura che Formia, dal dopoguerra alla fine degli anni 70, ha avuto due sale cinematografiche, di cui una anche teatro, Il Caposele.
Il Sindaco di allora, che è lo stesso di oggi, autorizzò un "restauro conservativo" del Teatro Caposele, i cui effetti sono tuttora visibili e non hanno nulla a che vedere con un teatro.
Certo, oggi è più facile discutere di spazi a disposizione della cultura e dello spettacolo: dalla sala Ribaud alla sala Sicurezza, dall'Archivio storico alla Officina culturale, dalla nuova struttura di via Olivastro Spaventola Formia ha fatto un grande salto di qualità: sono tutte strutture pubbliche che speriamo non vengano "privatizzate" per l'uso di pochi, come è avvenuto per il cosidetto Palamendola, costruito con i soldi della Provincia su terreno donato dal Comune di Formia che doveva esser il legittimo gestore; con un colpo di mano, il Consiglio Provinciale escluse il Comune. Oggi tutti sanno da chi è gestita e a chi risponde.
Un'ultima considerazione: mi sono chiesto perché l'Assessore La Mura sente il bisogno di rivendicare il merito di una cosa che non gli appartiene. Ho pensato che ciò accade a chi, pur di dimostrare di avere un passato, è costretto "a prendersi" un pezzo di quello degli altri. E' imbarazzante, è già accaduto per i beni archeologici, ma è la pura verità.

SANDRO BARTOLOMEO

martedì 15 giugno 2010

Formia Servizi: “Fuori la verità. Pronti a scendere in Piazza!”


Duro attacco della Destra Formiana all'ex Sindaco Sandro Bartolomeo.


Più che della Formia Servizi, dove si stanno sprecando miriadi di tesi e parole, vogliamo mettere in risalto il modo di fare politica ed amministrazione che in questi anni ha distrutto la vita economica e sociale della città. Dalle cooperative di amici alle società a contenitore vacante come la Golfo Ambiente fino al carrozzone Formia Servizi, che l’ unico servizio lo ha fatto purtroppo ai cittadini ed alla ditta Di Cesare a cui va tutta la nostra solidarietà.

La vicenda sulla società per la gestione della sosta, mette Formia ogni giorni sui giornali ledendone l’immagine e rappresenta la metafora amministrativa della clientelare gestione politica della cosa pubblica che avvantaggia chi comanda in quel frangente e danneggia la collettività. I modi sono sempre gli stessi, la politica sistema il privato e il privato sistema amici e figli della politica. Chi paga? La gente comune quella che trovandosi le strisce blu fin dentro casa è costretta a farsi l’abbonamento, si perché la Formia Servizi non offre un servizio ma impone una tassa. Il servizio da facoltà di scegliere se usufruirne o meno, mentre l’imposta è un prelievo coattivo; Vernetti e Bartolomeo lo hanno studiato bene il servizio da fare ai cittadini e la striscia blu arriva anche in camera da letto, o fai l’abbonamento o sono multe.

Così come s’è cercato di fare il gioco delle tre carte sulla storia del multipiano. Anni ed anni ad accumulare debiti per assunzioni clientelari di personale, incarichi agli amici napoletani di Vernetti e per i suoi viaggi a 5 stelle fino allo schiaffo finale tirato alla povera gente: l’appartamento ad uso privato in via Vitruvio con tanto di abbonamento a Sky, adiacente alla sede Formia Servizi 200 mq per 5 dipendenti e affitto mensile pari a 4000 euro, manco fosse la sede decentrata della RAI! E mentre questi signori facevano i nababbi indebitandosi alle nostre spalle, noi poveri cittadini lì a chiedere la riduzione dell’abbonamento o sulla seconda auto, oppure qualche striscia bianca in più e meno male che in quel consiglio comunale c’era anche rifondazione comunista a difenderci dal capitalismo speculatore, a cosa stavano guardando i paladini del popolo mentre la cricca ci fregava?

Noi denunciammo più volte con raccolte firme, comunicati e manifesti senza aver nessuna risposta dall’allora Sindaco Bartolomeo e pensavamo che chissà quale giorno avrebbe messo fuori le carte, invece niente. Ma se questi debiti erano di dominio pubblico, possiamo davvero credere che un Sindaco non ne era a conoscenza? Bartolomeo ce lo deve spiegare, ci deve spiegare perché in tutti questi anni abbiamo pagato multe ed abbonamenti e la Formia Servizi è in fallimento, ci deve spiegare i posti di lavoro ed incarichi per amici e parenti tra Formia e Napoli, ci deve spiegare come Formia la città di Formia si trova ad essere complice di un debito da più di due milioni di euro nei confronti della Ditta Di Cesare, ci deve spiegare i suoi silenzi. Quali debiti ha Formia caro Bartolomeo? I Formiani hanno sempre pagato abbonamenti e multe che fine hanno fatto i loro soldi? Chi deve pagare adesso questi debiti? Alziamo le tasse? Nel ringraziarla per il pacco napoletano che è stato confezionato a cittadini ed impresa locale, porgiamo distinti saluti, augurandoci che quest’amministrazione provveda al più presto a fare luce sui fatti al fine di salvaguardare l’immagine e l’onore della città e della sua gente, vogliamo i responsabili subito, nel caso contrario siamo pronti a scendere in piazza contro tutto e tutti ma sicuramente assieme a molti cittadini indignati.



Segreteria
DESTRA FORMIANA

martedì 1 giugno 2010

Formia: Scontro sui Clochard la Caritas contro il Comune


E' scontro dopo le affermazioni di un consigliere di maggioranza UDC sui clochard di Formia, scende in campo anche la Cartias. Un fatto anomalo visto che storicamente il partito dei demoCristiani ha avuto sempre un ottimo feeling con le associazioni cattoliche di volontariato. Si crea così una spaccatura sociale e politica importante di cui le sinistre ne avranno sicuramente vantaggio a meno che il Sindaco con qualche atto di responsabilità politica non faccia dimettere il consigliere reo (a parere dei partiti della estrema sinistra e proprio della Caritas) di affermazioni gravissime sui clochard. Riportiamo i due passaggi del consigliere comunale Di Rocco e del Responsabile della Caritas. Cosa ne pensate?


Consigliere Comunale Di Rocco (UDC) dichiarazioni sui clochard:

"(...) abbiamo il dovere civico di recuperare il decoro urbano e di garantire una convivenza tranquilla a tutti i cittadini. Non è bello vedere questa gente (ndr barboni) orinare sui marciapiedi, molestare i passanti, ubriacarsi e compiere gesti che mettono a repentaglio la stessa sicurezza dei cittadini ed in particolar modo dei bambini. Abbiamo la necessità di recuperare le condizioni igieniche e ambientali dei luoghi, offrire una immagine di città pulita e tranquilla".


La risposta al vetriolo della Caritas:


"Noi del Centro Caritas di Formia dissentiamo assolutamente da quello che è stato affermato dal Consigliere Di Rocco. Riteniamo le sue affermazioni pericolose e assolutamente contrarie alla dignità, l'unicità e irripetibilità della persona umana, indipendentemente dal suo stato di vita e dalla sua condizione sociale. Insieme agli Angeli Custodi, la Croce Rossa, all'Amministrazione Comunale di Formia stiamo cercando di non fermarci all'effetto del barbone che viene visto per strada ma stiamo cercando di andare a guarire le cause che spingono le persone a fare una simile scelta di vita."

Chi ha ragione?



venerdì 30 aprile 2010

Ennesima vergogna all'Italiana: "Bastava un po' di acqua e zucchero per salvare Stefano Cucchi"

Riteniamo di portare alla vostra opinione, questa che consideriamo una delle più vergognose pagine di inciviltà che riguardano purtroppo l'Italia. Il nostro giudizio non è chiaramente rivolto alla nazione o patria Italia, bensì, a chi la dirige in maniera sciagurata e a volte orripilante, proprio come nel caso del giovane Cucchi.

La Redazione



tratto da "Il Tempo"



La procura di Roma chiude l'inchiesta sulla morte del giovane una settimana dopo l'arresto. Il giovane fu picchiato dagli agenti della polizia penitenziaria e, di fatto, non curato dai medici.


"Stefano Cucchi si sarebbe potuto salvare se gli fosse stata somministrata dell'acqua con un minimo quantitativo di zucchero". È quanto afferma la Procura della Repubblica nel capo di imputazione con il quale ha contestato a medici ed infermieri, tranne che a Rosita Caponetti il reato di abbandono di persona incapace aggravato dalla morte, del giovane geometra romano deceduto il 22 ottobre, una settimana dopo il suo arresto per possesso di droga. Secondo la Procura gli indagati "omettevano di adottare qualunque presidio terapeutico a riscontro di valori di glicemia ematica pari a 40 mg-dl, rilevato il 19 ottobre, pur essendo tale valore al di sotto della soglia ritenuta dalla letteratura scientifica come pericolosa per la vita (per un uomo pari a 45 mg-dl), neppure intervenendo con una semplice misura qual è la somministrazione di un minimo quantitativo di zucchero sciolto in un bicchiere d'acqua che il paziente assumeva regolarmente, misura questa idonea a evitare il decesso".


SPINTE A CALCI IN CELLA - Lo scenario che emerge dall'avviso di fine indagine, firmato dai pm Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy e dal procuratore Giovanni Ferrara, e notificato a tredici persone, è molto grave. Stefano Cucchi fu picchiato dagli agenti della polizia penitenziaria e, di fatto, non curato dai medici dell'ospedale Sandro Pertini, i quali, pur avendo ben presenti le patologie di cui soffriva il ragazzo nel corso della degenza, "volontariamente omettevano di intervenire". In particolare, gli agenti Minichini, Santantonio e Domenici, "spingendo e colpendo con dei calci Cucchi, lo facevano cadere a terra e gli cagionavano lesioni personali, consistite in politraumatismo ematoma in regione sopracciliare sinistra, escoriazioni sul dorso delle mani, lesioni escoriate in regione para-rotulea bilateralmente, cinque lesioni escoriate ricoperte da crosta ematica in corrispondenza della cresta tibiale sinistra, altre piccole escoriazioni a livello lombare para-sacrale superiormente e del gluteo destro e infrazione della quarta vertebra sacrale da cui derivava una malattia della durata compresa tra 20 e 40 giorni". Non solo, ma "allo scopo di far desistere il detenuto dalle reiterate richieste di farmaci e alle continue lamentele, lo sottoponevano a misure di rigore non consentite dalla legge". Stando ai magistrati, dunque, non furono le botte inflitte a Cucchi, nelle celle di sicurezza del tribunale di Roma, a determinare la sua morte, avvenuta sei giorni dopo il pestaggio. Secondo i documenti inoltre il medico Flaminia Bruno, in servizio al Pertini il 22 ottobre scorso, avrebbe scritto il certificato di morte di Stefano Cucchi, "attestando falsamente che si trattava di morte naturale".


CARTELLE CLINICHE FASULLE - Per la procura, il funzionario del Prap e la dottoressa Caponetti, in servizio al Pertini il 17 ottobre, si attivano subito per nascondere le lesioni riportate da Stefano Cucchi nel pestaggio in tribunale. E così, i due "indicano falsamente in una cartella clinica", in evidente contrasto con quanto rilevato dai medici di Regina Coeli e del Fatebenefratelli, dove viene in un primo momento portato il detenuto, che Cucchi "appariva in condizioni generali buone", con "stato di nutrizione discreto, decubito indifferente, apparato muscolare 'tonico trofico'. In realta' si sorvolava sul fatto che Stefano era un "paziente allettato in decubito obbliogato, cateterizzato, impossibilitato alla stazione eretta e alla deambulazione, con apparato muscolare gravemente ipotonotrofico". Marchiandi e Caponetti, di conseguenza, fanno in modo che Cucchi venga ricoverato al Pertini, struttura ritenuta da chi indaga non idonea perchè normalmente destinata ad ospitare pazienti "non acuti". Il detenuto era invece un politraumatizzato a rischio.


ABBANDONATO A SE STESSO - Il funzionario del Prap, addirittura, si presenta il 17 ottobre al Pertini (un sabato) in orario extralavorativo (alle 18) per redigere la richiesta di disponibilità di un posto letto per il ricovero di Cucchi. Questo ospedale, fanno notare gli inquirenti, non ha il reparto di rianimazione né il pronto soccorso. Altrove Cucchi sarebbe stato visibile a tutti, compresi ai suoi familiari che per alcuni giorni non riescono ad avere alcuna notizia sullo stato di salute del ragazzo. Dal 18 al 22 ottobre 2009, i giorni di degenza al Pertini, Cucchi, "incapace di provvedere a se stesso", viene letteralmente abbandonato dal personale medico e paramedico. Per i pm era affetto da "politraumatismo acuto, con bradicardia grave e marcata, alterazione dei parametri epatici, segni di insufficienza renale in soggetto in stato di magrezza patologica (cachettico)". Nonostante ciò, i medici e gli infermieri "omettevano di adottare i piu' elementari presidi terapeutici e di assistenza, che nel caso di specie apparivano doverosi e tecnicamente di semplice esecuzione ed adottabilità, essendo certamente idonei a evitare il decesso del paziente".

Sabrina De Simone è il nuovo Segretario de LA DESTRA di Gaeta

Riceviamo e pubblichiamo questa notizia di politica locale. Ricordiamo a tutti i lettori di LP che il blog non è schierato con nessuna parte politica e che tutti possono postare i loro comunicati.
La Redazione.



Sabrina De Simone è il nuovo Segretario de LA DESTRA di Gaeta.


Il partito guidato da Francesco Storace , dopo la buona affermazione nella provincia di Latina intende farsi carico delle istanze dei cittadini della provincia pontina troppo spesso dimenticati dalla politica." il nostro obiettivo è quello di porre l'attenzione sui temi sociali tanto cari alla DESTRA, come quello della CASA, che sara' gestito dal nostro neo assessore regionale TEODORO BUONTEMPO attraverso l'inserimento nel programma de LA DESTRA del "Mutuo Sociale" che prevede l' istituzione di un Ente regionale che costruisca case e quartieri con soldi pubblici" - "In regione, LA DESTRA ha 2 consiglieri ed un assessore - continua Sabrina De Simone - e questa è la dimostrazione che LA DESTRA C'E' con i suoi valori, i suoi progetti e le sue battaglie!"." Al piu' presto, formero' l'organo direttivo del partito ed entro breve realizzeremo una sede permanente de LA DESTRA a Gaeta, che sara' il punto di riferimento di tutti coloro che vorranno aiutarci a far crescere il partito"."Entro il 20 maggio si chiudera' il tesseramento 2010 e le gia' numerose iscrizioni mi incoraggiano nel cammino politico che LA DESTRA intraprendera' anche in vista delle prossime elezioni amministrative del 2012, che certamente ci vedranno protagonisti".

La nostra Italia, 11 Poliziotti arrestati: RUBAVANO PROSCIUTTI!


Cari amici di LP, guardate dove siamo arrivati! Polizziotti arrestati perchè rubavano prosciutti!!!

tratto da "Repubblica"

Peculato e falso, arrestati 11 Falchi della polizia


Anomalie e irregolarità nei verbali di arresto di cinque rapinatori di generi alimentari. E parte del carico di prosciutti finita a casa loro. Per questo undici agenti della sezione 'Falchi' (poliziotti antiscippo) sono stati arrestati dai loro stessi colleghi con l'accusa di peculato e abuso d'ufficio. Gli indagati hanno ricevuto un'ordinanza di custodia cautelare. I poliziotti sono stati condotti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

"Le indagini - si legge in una nota della Questura - sono state avviate d'iniziativa da parte di quest'ufficio che, a seguito di un controllo sui verbali redatti dagli operanti, aveva rilevato delle anomalie che lasciavano trasparire la non regolarità di un intervento che aveva consentito l'arresto in flagranza di reato di cinque rapinatori". "A seguito delle risultanze d' indagine - conclude la nota - la locale Procura della Repubblica ha richiesto l'emissione di provvedimenti restrittivi al giudice che ha approvato nella sua completezza il quadro probatorio e le responsabilità accertate".

I provvedimenti richiesti dai pm Paolo Sirleo e Maria Sepe sono stati emessi dal gip Claudia Picciotti. Il 20 febbraio scorso una pattuglia dei Falchi della squadra mobile della questura di Napoli intervenne nel porto in seguito alla segnalazione di una rapina di un camion carico di prosciutti e altri generi alimentari. Gli agenti chiamarono in ausilio altri colleghi e compilarono un verbale che si è poi rivelato falso. In particolare, i poliziotti, secondo l'accusa, trattennero per loro una parte del carico. Indagini sono in corso da parte della Procura per verificare se si siano verificati altri episodi analoghi.

Luca F.